IL PONTE - foglio d'informazione locale di Sant'Angelo Lodigiano
Anno 23 - N.6 Dicembre 2019

A Sant’Angelo
esiste un problema
sicurezza?

Il primo assalto è avvenuto nella notte fra venerdì 8 e sabato 9 novembre. Una banda ha posizionato dell’esplosivo dentro il bancomat della Bcc Centropadana alla galleria Le Torri (Malpensata) e lo ha fatto saltare in aria, devastandolo e scappando con un ingente bottino. Il secondo colpo è stato messo a segno esattamente la settimana successiva. Nella notte fra venerdì 15 e sabato 16 novembre un commando ha fatto esplodere il bancomat della Bcc Centropadana all’angolo fra viale Partigiani e via Umberto Primo. Anche in questo caso i danni sono stati significativi: la deflagrazione ha distrutto parte della filiale, che alle prime luci dell’alba di sabato si presentava con scrivanie e sedie volate di qualche metro, mobili ribaltati e vetrate da sostituire.
Due bancomat sventrati in sette giorni. Il primo in una zona artigianale, alla periferia della città, il secondo in pieno centro storico, a cavallo del fine settimana, in un orario in cui le vie erano ancora frequentate dagli ultimi “ritardatari”.
Due episodi che hanno suscitato scalpore e hanno contribuito ad abbassare ulteriormente il senso di protezione nella nostra città, tanto da spingerci a chiederci: esiste un reale problema sicurezza a Sant’Angelo?
Proviamo a rispondere.
I dati che periodicamente vengono forniti dalle forze dell’ordine e dai rappresentanti di questura e prefettura dicono che la provincia di Lodi non è interessata da una particolare recrudescenza di fenomeni gravi di criminalità. Esiste, come purtroppo ovunque, un problema relativo ai reati contro il patrimonio (pensiamo ai furti).
Inoltre sappiamo bene che ormai non c’è più una reale correlazione fra numero e tipologia effettiva dei reati commessi e percezione di sicurezza nella popolazione. La sensazione, anzi, è che il divario si stia dilatando, anche perché sovente le vittime dei crimini non sanno se le loro denunce vanno poi a buon fine. Quanti di noi hanno subito un furto in casa, in negozio, in azienda? E quante volte le indagini su questi reati si concludono con una semplice archiviazione perchè non se ne trovano gli autori?
Se dobbiamo basarci unicamente sui dati ufficiali relativi alla provincia di Lodi siamo portati a dire che nella nostra città non esiste un reale problema di sicurezza, almeno per quanto riguarda i reati più gravi. Eppure si percepisce una crescente preoccupazione da parte dei cittadini, una inquietudine alimentata dai singoli episodi, specie dai reati contro il patrimonio, che per loro stessa natura colpiscono maggiormente le persone e fanno presa sull’opinione pubblica. Aggiungiamo che pochi mesi fa in pieno centro abbiamo assistito a un regolamento di conti tra bande, in cui sono spuntati anche bastoni, mazze e una falce. E sapere che a pochi metri dalle proprie case - cioè a Belfuggito - per anni è esistito un covo di pericolosi criminali (la tipologia dei reati accertati dai carabinieri e dalla polizia di stato ci spinge a usare senza remore questa terminologia) non lascia certo tranquilli.
Cosa fare? E quali lezioni trarre? Al netto del lavoro delle forze dell’ordine, che viene portato avanti indipendentemente dal colore politico delle amministrazioni comunali, proviamo a formulare tre considerazioni.
La prima. Le telecamere sono certamente utili, specie in fase di indagine, ma non sono la panacea di tutti i mali. E’ bene prenderne atto. L’assalto al bancomat della galleria commerciale Le Torri è stato ripreso da numerosi occhi elettronici, eppure la banda non si è minimamente preoccupata di essere filmata. Così come chi ha agito in pieno centro storico la settimana successiva non è stato certo frenato dal fatto che, sul tragitto, sarebbe stato ripreso.
Seconda considerazione. La sicurezza di una città - specie per episodi come rapine, furti o fatti di sangue - esula purtroppo dal reale potere di intervento degli amministratori pubblici, soprattutto in realtà obiettivamente piccole come Sant’Angelo, il cui comando di polizia locale poco può fare. Durante la campagna elettorale e al momento del voto è bene ricordarselo per evitare di farsi abbindolare da false promesse, da qualunque fronte politico arrivino. È una costatazione amara, ma occorre farsene una ragione, ce lo dice l’esperienza.
Terzo e ultimo punto. Se non può realmente contrastare la criminalità, cosa può fare il Comune?
Certamente impegnarsi per riconnettere il tessuto sociale - o quantomeno evitare che si sfilacci ulteriormente -, rendere vive e vitali alcune zone (in centro storico abitano sempre meno persone), aiutare i cittadini a riappropriarsi della loro città. Alcune iniziative sono già in atto, pensiamo all’iniziativa del Controllo di vicinato, molto altro potrà essere pensato e realizzato.



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Registrazione Tribunale di Lodi n. 271 del 22-1-1997