Il Ponte di Sant'Angelo Lodigiano Foglio d'informazione locale

Una nuova vita per il vecchio Palazzo del Comune

di Lorenzo Rinaldi

Ha attraversato da testimone silenzioso gli ultimi due secoli della nostra storia. Rischiava però, da circa trent’anni, di subire l’oblio del tempo, incapace di parlare alle nuove generazioni, di raccontare l’evoluzione del tessuto urbano che lo ospita. Per il vecchio Palazzo del Comune si delinea finalmente un nuovo utilizzo, come Sala Civica, a disposizione della collettività. Un progetto che permette di raggiungere un triplice obiettivo: il recupero di uno stabile di valore all’interno del centro di Sant’Angelo Lodigiano, vincolato alla Soprintendenza e dunque meritevole di tutela; il recupero della memoria, perché il Palazzo del Comune, già struttura residenziale, ha attraversato i decenni e gli avvenimenti del contesto urbano che lo ospita; la dotazione, per la comunità, di una Sala Civica di prestigio che ad oggi manca.

Un intervento simbolico
Ripartendo da precedenti interventi di riqualificazione articolati in due lotti tra il 2019 e il 2022, l’amministrazione comunale nel 2024, poco dopo l’insediamento del sindaco Cristiano Devecchi, ha assegnato all’architetto Cecilia Angela Meazza l’incarico di valutare la realizzazione di una Sala Civica, proponendo due soluzioni: il vecchio Palazzo del Comune o gli spazi attualmente adibiti a Biblioteca Comunale all’interno di Palazzo Delmati. La scelta è caduta sul vecchio Palazzo Comunale per una serie dettagliata di ragioni, inviate dallo studio di progettazione alla Soprintendenza. Tra le altre, il fatto che i locali prescelti sono al piano terra, quindi completamente accessibili al pubblico. Ma soprattutto, spiccano le ragioni storiche e simboliche. “L’intervento - scrive l’architetto Meazza - permetterà di valorizzare ed utilizzare un edificio da molti anni chiuso al pubblico, pur trovandosi in una posizione baricentrica rispetto al centro abitato e pur avendo una connotazione storica importante a seguito della Liberazione del 1945: il progetto, infatti, oltre alla Sala Civica coinvolge anche la parte esterna intorno alla Magnolia della Liberazione, luogo fortemente simbolico ma oggi poco vissuto dalla collettività e relegato a semplice retro di un parcheggio”.

La storia
Il Palazzo del Comune è situato in viale Partigiani 12, all’interno del nucleo di antica formazione di Sant’Angelo Lodigiano ed è identificato quale Bene di interesse storico. Per questo motivo è stato necessario chiedere l’autorizzazione all’intervento alla Soprintendenza. A partire dall’Ottocento, il Palazzo Pollarani (l’attuale Palazzo del Comune che ospiterà la Sala Civica), si distingue insieme ad altri all’interno dell’edilizia residenziale del borgo. Sedime e forma caratteristica dell’immobile sono già presenti nel diciannovesimo secolo, come si evince da documenti e planimetrie catastali esaminati dalla progettista. Il primo importante cambiamento dell’immobile risale al periodo fascista, tra il 1934 e il 1935, quando viene imposto un rinnovamento stilistico alla facciata che si eleva sull’odierno viale Partigiani. L’operazione, improntata alla trasformazione in Palazzo del Comune, rappresenta l’unica vera testimonianza di architettura razionalista in città, concentrandosi esclusivamente sul prospetto principale: linee pulite, diversa forometria delle finestre al piano inferiore ed una decorazione in intonaco dentellato tra le finestre del piano primo, nonché la realizzazione di un balcone e di un’importante zoccolatura al piano terra. Ad esso sarà affiancato negli anni successivi dell’epoca fascista, sul confine est, un edificio adibito a dopolavoro, con annessa piccola torre littoria. Una cartolina del 1940 mostra il complesso nella sua interezza e fa comprendere dunque come l’intervento per il dopolavoro sia stato effettuato dopo il rifacimento della facciata del Palazzo del Comune e negli anni immediatamente precedenti all’entrata in guerra dell’Italia fascista. Il rifacimento della vecchia Casa Pollarani è affidato agli ingegneri Moroni e Natali con l’obiettivo di adeguare Sant’Angelo ai nuovi stili architettonici del Ventennio e permette di trasformare radicalmente l’edificio. È importante sottolineare infine che le modifiche della metà degli anni Trenta interessano solo marginalmente i fianchi e la parte retrostante del palazzo, dove viene però aggiunto un piccolo vestibolo che diventerà l’ingresso alla Sala Civica L’edificio resta sede del Comune di Sant’Angelo fino agli anni Novanta quando, con il sindaco Domenico Crespi si effettua il trasloco nella attigua ex scuola media. Da allora la struttura vive una fase di progressivo inutilizzo. Negli anni Duemila l’ala est del piano terra è stata assegnata in concessione a Poste Italiane come ufficio non aperto al pubblico, a uso esclusivo del personale dipendente e in quella occasione sono stati approntati alcuni interventi di adeguamento. L’edificio è stato anche oggetto di lavori di risanamento conservativo e riqualificazione in due lotti differenti. Questi interventi sono stati effettuati dall’amministrazione del sindaco Maurizio Villa.


 

PASSONI SENNA INOX AVIS C.F.I. 62


In questa vecchia cartolina si scorge
in fondo il vecchio municipio con la
torre littoria, poi abbattuta.