Il Ponte di Sant'Angelo Lodigiano Foglio d'informazione locale

La calda estate del 2026

Alte temperature e mancanza di pioggia mai così a lungo

Prima Abbiamo vissuto l’estate più calda degli ultimi 75 anni. Mai, da quando si misurano e si registrano le temperature diurne e notturne, la calura è stata così intensa ed è durata così a lungo. Stiamo per entrare in autunno, le giornate sono meno calde ed è arrivata anche un po’ di pioggia (non molta, per la verità), ma dobbiamo evitare di dimenticarci del clima torrido che ci ha accompagnato durante tutta l’estate, dobbiamo avere ben presenti i rischi a cui stiamo andando incontro, se il clima raggiunge temperature sempre più elevate. Gli allarmi sui giornali e alla televisione sono diventati più frequenti e, in alcuni casi, più drammatici: il nostro clima sta cambiando radicalmente! E pericolosamente!
È in gioco la nostra salute ed è sperabile che tutti ci teniamo a star bene e vivere a lungo, ma non sembra che chi ci governa o ci amministra (a tutti i livelli) abbia in cima ai propri pensieri il problema ambientale, di cui le alte temperature sono una concreta manifestazione.
Non è in questa sede ed in questa occasione che intendo valutare quelli che sono stati i contributi positivi o le mancanze (e quindi le responsabilità) di politici e amministratori per la salvaguardia dell’ambiente, perché comunque i cambiamenti climatici dipendono anche dai comportamenti quotidiani di noi singoli cittadini.
In questa occasione voglio invece dare voce proprio alla necessità che noi cittadini, anche individualmente e personalmente, ci facciamo parte attiva nel limitare il degrado ambientale, perché, in buona sostanza, sono la nostra salute e la nostra speranza di vita che ci vanno di mezzo.
Dobbiamo necessariamente eliminare gli sprechi e limitare tutte quelle abitudini quotidiane che, se da un lato ci consentono un’esistenza più comoda, dall’altro ci rendono la vita più a rischio, perché contribuiscono a rendere malsano l’ambiente e riducono la disponibilità o la qualità di risorse vitali. La strada per farlo esiste, non è in discesa, ma è percorribile da tutti.
Mi limito a questi due esempi: l’utilizzo dell’automobile anche per percorrere brevi tragitti e lo spreco di acqua.
Sono iniziate le scuole: se possibile, si eviti di accompagnare gli scolari in macchina fin sulla porta della scuola e, peggio ancora, non si lascino i motori accesi con l’auto in sosta. Evitiamo anche di utilizzare la macchina per andare da casa al bar solo per prendere il caffè e fare quattro chiacchiere. Non dimentichiamo i rubinetti aperti quando il flusso d’acqua non serve o si sta facendo altro e, comunque, utilizziamo un flusso adatto alla necessità di lavaggio o di approvvigionamento; evitiamo anche, per esempio, di innaffiare fiori e piante in eccesso, lasciando traboccare acqua dai vasi.
Quand’ero ragazzo, in piazza e a scuola ci si andava tutti sempre a piedi o, al massimo, in bicicletta. Quando avevo quattro o cinque anni, mia madre andava a prendere l’acqua per bere o cucinare con i secchi alla fontanella pubblica posta all’inizio di via Lisonino, sull’angolo con via Cavour: non c’era l’acqua in casa e nemmeno in cortile. Non sto dicendo che bisogna tornare alla vita di oltre 70 anni fa e so che rischio di fare la figura del pedante o del retrogrado, ma, credetemi, non sto pensando a me, sto pensando a quelli più giovani (trentenni, quarantenni, cinquantenni) o molto più giovani di me (bambini, adolescenti, ventenni). È per questo che intendo richiamare l’attenzione di tutti sulla necessità di essere CONSAPEVOLI delle nostre azioni, perché il futuro nostro e dei nostri figli e nipoti e pronipoti dipende anche dai nostri attuali comportamenti quotidiani. Non è lecito che chi è più giovane e, soprattutto, chi deve ancora venire al mondo, debba sopportare un ambiente degradato ed un impoverimento delle risorse causati anche dai nostri irresponsabili comportamenti abitudinari e poco razionali. Comportamenti che, con buona ragione, ci verrebbero rinfacciati come modi di vivere e di agire da egoisti e da incoscienti.
Diamoci dunque una regolata! Da subito!
Angelo Pozzi