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Correre come un tempo


A luglio, un’altra “Milano – Taranto” per Nico Ciprian

di Matteo Fratti

C’è una storia leggendaria, tra le corse motorizzate, che parla d’un’affascinante gara su percorsi cittadini che attraversavano l’Italia tutta d’un fiato: circa 1200 chilometri da farsi in tutta una tirata, per testare i motori delle grandi case motociclistiche che resero celebre l’Italia nel mondo, come Guzzi, Gilera, Benelli, tra le principali.
Su questi cavalli d’acciaio, gli altrettanti temerari che sfidavano la velocità e quei mezzi, intesi nello spirito futurista del celebre quadro di Mario Sironi, “Il motociclista”, 1918/1920. Fa proprio seguito alla storia di quell’epoca la competizione motoristica su due ruote, che nel tempo si sviluppò come “Milano–Taranto”, appunto, a partire dal Dopoguerra. E un po’ come la più blasonata “Mille Miglia” per le automobili, anche la stessa corsa motociclistica ebbe una battuta d’arresto, allorché nell’incidente noto come “tragedia di Guidizzolo”, alla ventiquattresima edizione della “Mille Miglia” del ’57, morirono due piloti e nove spettatori, travolti.



Foto della moto per la Milano-Taranto 2026:
LA GUZZI SPORT 14 DEL 1929

L’eco della vicenda frenò gli entusiasmi per tali competizioni e solo dal 1987 si volle replicare ancora anche la “Milano–Taranto”, oggi intesa piuttosto come rievocazione storica su moto d’epoca, in circuiti a tappe. E’ a questo evento che ha partecipato più volte Domenico Ciprian, meglio conosciuto come Nico, appassionato collezionista di Guzzi d’epoca e Vespe “vintage”, con le quali proprio negli ultimi anni ha vissuto l’esperienza della storica “gara” nei percorsi estivi lungo lo stivale. Una competizione tuttora affascinante, invito al viaggio lungo strade a velocità contenuta del nostro Belpaese: quelle che gli americani direbbero “strade blu”, le secondarie, dove comunque rimane intatta l’intesa dei protagonisti a “correre come un tempo”, su tracciati una volta nemmeno asfaltati. La racconta perciò così il Nico, nello spirito del rivivere un’epoca e “portare il mezzo al limite”. Rimane infatti un’importante resistenza, in quello “zigzagare” in sella per la penisola, che all’iscrizione offre, sì, un “pacchetto turistico” ai concorrenti (assistenza meccanica di base ed un hotel per tappe) ma prevede al contempo il saper gestire specificatamente mezzi fuori dal nostro tempo, dove una moto poteva diventare side–car con gabbie per polli da vendere al mercato in settimana e “mostro” di velocità in gare del week-end. Sicché, alla vigilia della sua quinta volta (e la trentanovesima per la “Mi–Ta” di quest’anno) incontriamo Ciprian, stavolta intento alla deviazione dalla sua abituale categoria degli “scooter” con cui ha sempre partecipato alla leggendaria epopea italica (con la sua storica Vespa GS 150 del 1959 vinse l’edizione 2024) a favore della più “pesante” classe 500 cc.: da testare, per la prima volta sul percorso, uno dei suoi più recenti acquisti del suo animo “guzzista”, cioè una Guzzi Sport 14 2VT del 1929. Storica moto da corsa, corteggiata a lungo e limitatamente prodotta, dicesi la “meno giovane” alla MI–TA 2026, ora in preparazione per essere guidata in questa nuova edizione del tragitto, a concludersi sabato 11 luglio, come da tradizione, sul Lungomare Vittorio Emanuele III, Rotonda Marinai d’Italia, a Taranto. La partenza, il 5 di luglio, dall’Idroscalo di Milano (Zona “Punta dell’Est”) in notturna, - ci racconta Nico Ciprian - scaglionati, per categorie ed orari diversi. Poi, rotta verso Padova, prima tappa da raggiungere lungo provinciali e tempi di un percorso predisposto, pena la squalifica. Nel mentre, una carovana motociclistica di quasi duecento partecipanti, che si snoda per circa 1700 chilometri in sei giorni, verso sette città (Milano, Padova, Arezzo, Tivoli, Caserta, S. Giovanni Rotondo e finalmente, Taranto) e un bagaglio di ricordi che – ci dice lo stesso Nico – “… crea dipendenza”. Lo aspettiamo al ritorno, con un’altra storia da raccontare e tanti altri chilometri macinati: non solo d’asfalto, ma di cultura, gastronomia e paesaggi. E come si direbbe prima d’ogni avventura: “Buona strada”!

 

PASSONI SENNA INOX AVIS C.F.I. 62

Nico Ciprian, con la sua Vespa