L’annuncio è arrivato alle 16 esatte di giovedì 23 aprile, dalle parole del vescovo di Lodi, monsignor Maurizio Malvestiti, che ha riportato quanto comunicatogli solo poche ore prima da monsignor Leonardo Sapienza, reggente della Prefettura della Casa Pontificia: sabato 20 giugno Leone XIV arriverà a Sant’Angelo Lodigiano.
Una notizia storica per la nostra comunità, che mai aveva ricevuto la grazia della presenza di un pontefice. Una “grazia”, così come l’ha definita il vescovo di Lodi in Episcopio, davanti a numerosi sacerdoti della diocesi e ad alcuni giornalisti. Al suo fianco, il parroco di Sant’Angelo Lodigiano, monsignor Enzo Raimondi e il vicario generale della diocesi di Lodi, monsignor Bassiano Uggè. Da Sant’Angelo, per un annuncio tanto importante, erano arrivati anche don Alberto Curioni e don Maurizio Anelli.
Al termine della breve comunicazione, lo scorso 23 aprile, la prima telefonata del vescovo di Lodi è stata al sindaco di Sant’Angelo Lodigiano, Cristiano Devecchi, ancora un poco frastornato per l’enormità della comunicazione e anche, comprensibilmente, commosso. Spetterà proprio al primo cittadino, insieme al vescovo, accogliere il Pontefice al suo arrivo, in elicottero, da Pavia.
Il programma della visita, per quanto finora comunicato dalla Santa Sede, è serrato. Leone XIV nel pomeriggio di sabato 20 giugno sarà a Pavia, per venerare le spoglie di Sant’Agostino, custodite in San Pietro in Ciel d’Oro. Il “fuoriprogramma” santangiolino è dunque una felicissima conseguenza, stabilita in un secondo momento rispetto alla visita nella vicina città “agostiniana”.
Alle 18.45 l’elicottero con il Papa decollerà da Pavia e atterrerà alle 18.55 allo stadio “Carlo Chiesa” di Sant’Angelo Lodigiano. Qui il Pontefice verrà accolto dal vescovo e dal sindaco. Poi il trasferimento in automobile alla basilica dei Santi Antonio abate e Francesca Cabrini, dove Leone XIV sarà accolto dal parroco. In chiesa è prevista l’adorazione del Santissimo Sacramento e la venerazione della reliquia del cuore di Santa Francesca Cabrini, che è custodita a Codogno all’interno della chiesa del Tabor nella sede delle Cabriniane, che per l’occasione verrà portata a San’Angelo. Seguirà l’atteso discorso del Santo Padre alla comunità riunita. Alle 19.30, infine, il Papa lascerà la basilica e alle 19.45 è previsto il decollo dell’elicottero.
Queste sono le primissime comunicazioni ufficiali arrivate dal Vaticano per il tramite del vescovo di Lodi, a cui seguirà ovviamente già in questi giorni la complessa fase organizzativa. Risulta peraltro che la Santa Sede abbia già effettuato un sopralluogo logistico a Sant’Angelo lo scorso 23 marzo, di cui nulla ovviamente era trapelato.
“Quando era stato eletto al soglio pontificio Prevost, ci avevo creduto davvero alla possibilità di vedere un giorno il Papa a Sant’Angelo perché c’erano tanti segnali di una vicinanza concreta - queste le prime parole del sindaco Devecchi, pochi minuti dopo l’annuncio, lo scorso 23 aprile -. Riscontri però non ne avevamo avuti, e dunque non c’era alcuna concreta ragione per sperarci. Per questo motivo la notizia ci ha sorpreso e commosso al tempo stesso. Per Sant’Angelo è un evento di portata storica, che sicuramente ci rende orgogliosi e che ci pone davanti un impegno organizzativo importante, cui vogliamo farci trovare pronti. Una persona importante mi ha detto che le cose non succedono per caso, devi crederci. Soprattutto penso che anche questa sia una dimostrazione della forza della nostra Santa e del legame forte e indissolubile di Sant’Angelo con Santa Francesca Cabrini”.
“Siamo felicissimi per questa notizia, anche perché subito dopo la sua elezione avevamo inviato una lettera di auguri per l’incarico facendo presente il legame che sicuramente aveva, come hanno tutti gli americani cattolici, con la nostra Santa Francesca Cabrini, a maggior ragione per la condivisione di Chicago, città dove è nato papa Leone XIV e dove è morta la Santa - gli ha fatto eco monsignor Raimondi -. Anche la scelta del nome lo metteva in rapporto con la Santa perché Leone XIII fu il Papa che mandò Francesca Cabrini in America. Allora lo abbiamo invitato senza nessuna presunzione, ma con un desiderio intimo che potesse arrivare, anche contando sulla vicinanza a Pavia, con la quale sapevamo Leone XIV avesse un legame molto solido. Oggi apprendiamo la notizia con grandissima soddisfazione e immensa felicità, e anche con quella giusta preoccupazione che deriva dall’impegno a organizzare per il meglio l’accoglienza per questo momento storico”.
