Il sindaco Cristiano Devecchi è stato eletto nel 2024 al termine di una intensa campagna elettorale, nella quale, al netto di alcuni veleni, i tre candidati sindaci hanno speso tante energie, coinvolgendo la cittadinanza e - chi più, chi meno - provando a interessare alla vita pubblica anche numerosi giovani. Alcuni di essi sono poi spariti nel nulla, altri continuano il loro impegno, chi in maggioranza, chi in opposizione, e non necessariamente dai banchi del consiglio comunale.
Ci avviamo verso la metà del mandato, un periodo che per gli amministratori comunali, ma anche per chi è chiamato a esercitare il ruolo di opposizione, è sempre molto rischioso.
Partiamo dalle minoranze. Dopo i primi mesi, nei quali normalmente si scaricano a terra energie e un po’ di frustrazione per la sconfitta, arriva il periodo complesso della “terra di mezzo”, troppo lontani dal precedente voto e troppo distanti da quello futuro. Il pericolo, che in parte osserviamo, è quello di ridurre l’intensità del confronto con la maggioranza, di essere meno presenti nel dibattito pubblico, di accusare un poco di stanchezza. Per il bene comune e nell’interesse di tutti, è invece auspicabile una opposizione in consiglio comunale gagliarda e che non faccia sconti, che funga da pungolo per la maggioranza, in grado di inchiodarla alle proprie manchevolezze. E’ un discorso generale, che non riguarda solo la nostra città, che deve essere applicato anche a Sant’Angelo.
E arriviamo alla maggioranza. La fase di metà mandato è solitamente particolarmente complicata, perché è terminata la luna di miele con la città, si stempera un poco l’energia regalata dalla vittoria elettorale e soprattutto occorre iniziare a concretizzare o almeno a mettere in cantiere i grandi progetti e i grandi obiettivi della “legislatura”, per potersi presentare con la coscienza a posto al prossimo appuntamento con il voto. C’è solitamente un poco di frustrazione per le lungaggini burocratiche e per qualche intoppo nel tradurre nella pratica il programma elettorale. Vale come discorso generale, vale anche per Sant’Angelo, dove spetta in primo luogo al sindaco Devecchi tenere la giunta sempre sul pezzo e concentrata, ricordando le tante promesse fatte prima del voto, alle quali, almeno in parte, occorre fornire delle risposte concrete. E, laddove alcuni obiettivi risultino irraggiungibili, la maggioranza sia trasparente e lo ammetta, spiegandolo ai cittadini.
In questo tempo di mezzo, dunque, è necessario evitare cali di tensione, da entrambe le parti. Nel caso di Sant’Angelo, poi, il rischio è ancora più rilevante nel momento in cui l’amministrazione comunale si appresta a mettere mano al Piano di governo del territorio, lo strumento che disegnerà il futuro urbanistico della nostra città. Sono tante le questioni aperte e immaginiamo anche le pressioni, l’importante, per quanto ci riguarda, è che l’amministrazione sia in grado di fornire una idea della città del domani, dando anche un vero indirizzo politico e non limitandosi a un Pgt fatto dai tecnici. Alle opposizioni, in questa fase, spetta un compito fondamentale: vigilare, affinché si persegua il bene comune e il territorio venga preservato. Ma le opposizioni hanno anche un obbligo, se vogliono davvero fare bene il loro lavoro, ed è quello di rendere pubbliche, cioè visibili a tutti, le loro istanze, le loro obiezioni, le loro denunce. Limitarsi all’azione nel solo consiglio comunale - a cui la maggior parte dei cittadini è disinteressata, ma ciò avviene ovunque - rischia di essere un errore irrimediabile. E’ importante dunque fare opposizione, è importante farla bene ed è importante far sapere che la si sta facendo!
