La comunità di Sant’Angelo ha reso omaggio, con un ricco programma di iniziative organizzate da più realtà, alla Giornata della Memoria, che ricorda le vittime dei campi di sterminio nazisti e l’Olocausto.
Alla Sala Girona la locale sezione Anpi ha organizzato una mostra a cura della Associazione nazionale ex deportati.

Sabato 24 gennaio poi, presso la pietra d’inciampo dedicata a Umberto Biancardi, in via Umberto primo, si è svolta una intensa e partecipata cerimonia di commemorazione. Erano presenti le figlie di Biancardi, Antonietta e Anna. Umberto Biancardi, classe 1903, tipografo, è stato arrestato e condotto in campo di concentramento con l’accusa di stampare stampa clandestina contro il nazifascismo, in particolare la pubblicazione “Risorgimento Liberale”. Arrestato il 5 settembre 1944 a Sant’Angelo dai nazifascisti, deportato in Germania nello stesso anno, morì a Dachau il 25 febbraio 1945. Sono intervenuti Ugo Speziani, presidente dell’Anpi di Sant’Angelo, Omar Damiani, vicepresidente dell’Anpi di Sant’Angelo, il parroco monsignor Enzo Raimondi e l’assessore Rosita Sali.

Nel pomeriggio di mercoledì 28 gennaio, in viale Partigiani, presso il vecchio municipio, si è svolta la cerimonia della posa della pietra d’inciampo (la seconda in città) alla memoria di Enrico Paolini, militare della Guardia di finanza di stanza a Sant’Angelo presso la locale caserma negli anni della Seconda guerra mondiale.
Dopo l’8 settembre 1943 Paolini rifiutò di aderire alla Repubblica sociale italiana e fu internato in campo di concentramento. Morì nel lager di Forellkruz il 17 settembre 1944. Alla cerimonia erano presenti, tra gli altri, la nipote Veronica Paolini, che tanto si è spesa per la pietra d’inciampo, la vicesindaca Eleonora Boneschi, il presidente della sezione di Lodi dell’Associazione nazionale ex internati militari Luca Santi e rappresentanti della Guardia di finanza. La biografia di Paolini, a cura di Emanuele Maestri, è a pagina 5.
Infine la serata di mercoledì 28 gennaio è stata davvero particolare, intensa e toccante, perché al teatro dell’oratorio San Luigi sono intervenuti Franco Perlasca e la moglie Luciana Amadio (ne parliamo diffusamente nell’articolo di Matteo Fratti). Franco Perlasca è il figlio di Giorgio Perlasca, che a Budapest salvò oltre cinquemila ebrei, mettendo a rischio la propria vita. La sua storia, straordinaria, è venuta alla luce solo dopo quarant’anni.
Franco Perlasca e Luciana Amadio hanno conversato sul palco con il giornalista Lorenzo Rinaldi. Sono intervenuti poi la vicesindaca Boneschi e monsignor Raimondi. La serata è stata organizzata dall’assessore Sali. Nel pubblico, tra gli altri, i consiglieri comunali Pino Carlin e Omar Damiani e il presidente Anpi Speziani.
Questi i momenti più importanti e degni che abbiamo ritenuto di recensire. Sant’Angelo ha davvero onorato al meglio la Giornata della Memoria. Una bella pagina per la nostra città.
