“I Santangiulén cun tanta passiòn, / han trai ‘n pé ‘na squadra che giöga a ‘l balòn / e la fa stravède in tüti i cantòn”. Il versetto della celebre poesia “I Santangiulén” degli anni ’70 del versatile scrittore Achille Mascheroni (1927 – 2017), riprende un aspetto importante del senso comune in cui si ricorda la storica impresa del S. Angelo Calcio in serie C, in cui tra l’altro poi tra C1 e C2 vi rimarrà per ben dieci stagioni.
L’importante traguardo raggiunto lo si doveva al lavoro costante e alla volontà dell’indimenticabile presidente Dott. Carlo Chiesa che esattamente 50 anni fa, mercoledì 10 dicembre 1975, spirava prematuramente a Milano a soli 45 anni per un improvviso malore.
Va ricordato però che la sua passione sportiva maggiore era l’ippica tanto che creò la rivista “Galoppo”, sostenne il ritorno del trotto montato, ottenne successi in Italia e all’estero con la sua scuderia National (giubba bianca tracolla arancione). Nel 1965 dedicò alla moglie una scuderia col suo nome: le due scuderie arrivarono ad avere ben 13 cavalli.

Il Presidente Carlo Chiesa con l’Onorevole Mario Beccaria (1920-2003),
insieme a dirigenti e tifosi del Sant’Angelo
Nel 1969 aveva fondato l’allevamento purosangue e poi anche di trottatori a Palazzo Mariano presso Noceto (Parma) dal quale erano usciti Settimo Sigillo e Voglia Matta.
Con Anonimo Veneziano, Hipcress, Reine de Naples ebbe vistose vittorie e clamoroso fu il successo con Trapezio “l’eroe di Maia” nel G.P. Merano che gli conquistarono le simpatie del mondo dell’ippica, tanto che nel giugno 1973 divenne presidente dell’Unione Nazionale Proprietari Cavalli Purosangue.
Ma gli interessi di Carlo Chiesa non riguardavano solo l’ippica ma anche il calcio che portò tante altre soddisfazioni.
“Quella calcistica, fu un’avventura iniziata tanti anni fa, con la Sanyo nel settore giovanile di Milano, proseguita poi col Sant’Angelo. Furono i tifosi barasini, la loro foga incontrollabile, la loro passione sentita, sincera, divorante, a conquistare Carlo Chiesa”. (cfr. dai ricordi del dirigente sportivo Alberto Ballarin – scomparso vent’anni fa).
Infatti nella stagione 1971-72 era diventato presidente del S. Angelo Calcio Sanyo e con il suo inesorabile impegno e con il criterio della valorizzazione delle persone (suo tratto caratteristico), in soli tre anni portò la squadra dalla “promozione” alla serie C “attraverso risultati entusiasmanti”. Non trascurando mai anche la sua passione di giornalista sportivo: ha tenuto in vita e cercato di rilanciare “Calcio Illustrato”, scriveva pezzi efficaci ed era molto bravo firmandosi Ciro Hasel, col suo nome anagrammato.
In serie C (1974-75) con il suo team di assidui collaboratori come il direttore sportivo Alberto Ballarin (1931-2005), e diversi dirigenti tra i quali Piero Altrocchi (1944-2023) e Domenico Guarnieri mise a punto un programma per far sì di ben figurare, di essere all’altezza della prima stagione in serie C e mantenere la categoria. La squadra venne rinforzata, o meglio “puntellata” con i seguenti acquisti: Ferruccio Mazzola (1945-2013) dalla Lazio, Evert Skoglund dall’Inter, Fabiano Speggiorin dal Varese e per mezzo campionato il S. Angelo rimase capoclassifica del suo girone come non era mai accaduto prima, e riempì anche tutto lo stadio di San Siro nella storica domenica del 17 novembre 1974 per l’emozionante incontro con il Monza .
Appena appresa la “ferale” notizia della sua morte vennero esposte le bandiere abbrunate e grande fu lo sconforto e la costernazione dei giocatori e degli sportivi di S. Angelo: la partita con il Seregno si giocò con il lutto al braccio e i giocatori Italo Rossetto e Angelo Quintavalle depositarono, prima del fischio d’inizio, un omaggio floreale sulla poltroncina in tribuna dove era solito sedere il presidente. La gara sotto un’acquazzone e campo pesante, fu vinta dal S. Angelo Sanyo con uno strepitoso 4 a 0: con la tripletta di Evert Skoglund e da un magistrale gol dell’indimenticabile Enzo Scaini (1955-1983), il migliore giocatore di quella partita fu il nostro santangiolino Antonio Cipelli “in possesso di tutti i suoi possenti mezzi”.
Il sindaco dott. Gino Pasetti (1922-2017) con l’amministrazione, i molti Club del S. Angelo, la Società Calcio, i tifosi e la Pro-Loco con il presidente cav. Antonio Francesco Altrocchi (1905-1990) decise di dedicare lo stadio a Carlo Chiesa e di aggiungere il busto eseguito dal noto scultore milanese Ettore Cedraschi (1909-1996) a noi familiare per aver eseguito il monumento a don Nicola De Martino (1892-1962) e il medaglione a Mons. Enrico Rizzi (1882-1943) in Basilica. Il calco del busto raffigurante Carlo Chiesa per diversi anni fu collocato presso la Sala Girona.
Carlo Chiesa sostenne ed incoraggiò la stampa sportiva periodica e quotidiana, fu “uomo eccezionale per moralità, volontà, impegno in ogni campo; animatore straordinario, compagno sincero e affettuoso di ognuno, accanto alla passione per lo sport coltivava anche un amore particolare per l’arte figurativa e musicale”. (Cfr. da “La Gazzetta dello Sport” 11 dicembre 1975).
Un anno dopo la scomparsa dell’amato “patron” Carlo Chiesa i “giovani” di allora con tanto entusiasmo sportivo costituirono il Gruppo Ultras, per un costante sostegno alla causa di appartenenza per una carica emotiva alla squadra ( il prossimo anno ci sarà occasione per celebrare l’anniversario dell’importanza del gruppo).
