Il Ponte di Sant'Angelo Lodigiano Foglio d'informazione locale

EDITORIALE

L’esempio positivo dei tanti volontari santangiolini

Quando vediamo sfrecciare un’ambulanza o un mezzo dei vigili del fuoco, quando sentiamo le loro sirene, siamo naturalmente portati a pensare a cosa sia accaduto, che sia un incidente, un malore, una situazione di emergenza. Diamo invece quasi per scontato che i soccorritori ci siano, siano in qualche modo parte integrante della scena, perché in fondo… ci sono sempre stati. E invece, così non è, perché non tutte le cittadine delle medesime dimensioni della nostra Sant’Angelo possono vantare un numero così elevato di volontari, attivi in numerosi settori della vita locale, anche nell’ambito dell’assistenza in emergenza. Se non ci fossero i militi della Croce bianca o i vigili del fuoco volontari del nostro distaccamento, dovremmo affidare le nostre vite solo ai professionisti, a quanti fanno questo di lavoro, siano sanitari o pompieri, che certamente sono presenti ma non in numero sufficiente a coprire tutte le esigenze della collettività.
Lo diamo per scontato, dunque, il volontariato, perché a Sant’Angelo c’è sempre stato, ed è sempre stato energico, vitale, disinteressato.
Pensiamo alla Croce bianca e ai vigili del fuoco, ma pensiamo all’Avis e all’Aido, a quanti operano in casa di riposo come Ali d’Aquila, alla protezione civile, agli Amici dei disabili, alla ricchezza del volontariato delle parrocchie e della Caritas; pensiamo alle Acli e all’impegno che hanno profuso in ambito scolastico e a favore dell’integrazione dei ragazzi con i doposcuola, pensiamo al mondo dello sport, ai nostri oratori, pensiamo alla Pro loco e alle tante associazioni attive sul territorio. Pensiamo, nel nostro piccolo, all’attività della Società della Porta e de Il Ponte che in ambito informativo e culturale prosegue ininterrottamente da ormai quasi trent’anni.
Sarebbe davvero impossibile elencare, per quanto succintamente, tutti i settori nei quali i volontari santangiolini si danno da fare, tanto sul nostro territorio, quanto fuori dai nostri confini, pensiamo solo alla gloriosa storia di Africa Chiama.
Certo i tempi sono cambiati, il ricambio generazionale si è fatto via via più difficoltoso, molte associazioni invecchiano con i loro volontari, talvolta il fiato è corto… eppure il panorama è ancora molto vario, la vivacità nel suo complesso non è venuta meno e stanno anche nascendo nuove iniziative legate ai giovani. I tempi sono cambiati, oggi questi ultimi faticano a essere volontari con la tessera dell’associazione in tasca, ma sono ancora disponibili a spendersi per gli altri in maniera gratuita partendo da singole istanze, da sollecitazioni puntuali.
Possiamo dunque guardare con un poco di speranza al futuro, consapevoli del fatto che quanto di buono abbiamo fin qui illustrato ci dice che la società resta nel suo profondo sana e ha le forze per affrontare le sfide cui oggi siamo chiamati. La fitta rete del volontariato, talvolta disunito, in altri casi anche un poco anarchico, forse perfino improvvisato (non ci riferiamo ovviamente alle realtà più strutturate), è però un modello, un esempio, a cui guardare per trovare giovani disponibili a ricevere il testimone.
E si tratta di un esempio, di un modello, oggi preziosissimo, perché la società di Sant’Angelo è cambiata e sta cambiando molto e una delle sfide più impegnative sarà riuscire a rinvigorire il nostro associazionismo grazie ai nuovi cittadini, sia italiani che stranieri, che potranno percorrere un pezzo di strada, un pezzo di una storia che affonda le radici nel passato.
Possiamo chiedere alle nuove generazioni un impegno perché possiamo mostrare loro quanto ha fatto chi li ha preceduti. Qualcosa sta già accadendo, una parte dei nuovi cittadini, anche stranieri, si sta avvicinando al nostro volontariato: è un fatto importantissimo perché l’integrazione passa anche da queste dinamiche.
E con l’approssimarsi del Natale, la lezione più bella che possiamo trarre dal mondo del volontariato è quella dello spendersi per gli altri, anche durante le feste, senza chiedere nulla in cambio.