"Cala novembre e le inquietanti nebbie gravi coprono gli orti, lungo i giardini consacrati al pianto si festeggiano i morti..." si cantava con Francesco Guccini.
Le nebbie arrivavano con la brina e con la brina cavoli e verze si facevano pronte per polenta e verzini. Vi propongo una ricetta semplicissima, veloce e gustosa che valorizza i cavoli e in particolare il cavolo cappuccio, noto anche come cavolo verza o cavolo bianco, una varietà di cavolo appartenente alla famiglia delle Brassicaceae. È caratterizzato da foglie grandi e ondulate di color verde chiaro o bianco, con una nervatura centrale spessa. Il nome “cavolo cappuccio” deriva dalla somiglianza delle sue foglie con un cappuccio. È un alimento ricco di fibre e vitamine, spesso apprezzato per il suo sapore leggermente amarognolo. Può essere consumato crudo, ad esempio nelle insalate, come ingrediente per i crauti oppure cotto in vari piatti come zuppe, stufati e contorni. Le foglie esterne più dure possono essere utilizzate per avvolgere e cuocere altri ingredienti, come nel caso delle “cime di rapa” o del famoso piatto italiano “cavolo verza ripieno”. In alcune culture, il cavolo cappuccio è stato associato a credenze popolari e superstizioni: ad esempio, in alcune regioni europee, si credeva che appendere un cavolo cappuccio sopra la porta di casa potesse proteggere dalla malasorte o dalle influenze negative.
La salsa di soia è una salsa fermentata molto sapida, originaria della Cina e molto diffusa in molte tradizioni culinarie del sud-est asiatico, ma ormai diffusa in moltissimi Paesi, compresa l’Italia. Viene utilizzata come condimento, sia a crudo sia nelle preparazioni culinarie. Esistono diversi tipi di salsa di soia: hanno colore marrone e possono avere consistenza più o meno densa. I due tipi di salsa di soia più noti sono il Tamari, tipica della cucina cinese e più pregiata, e lo Shoyu, particolarmente usata nella cucina giapponese, che prevede nella preparazione anche l’aggiunta del frumento.
Ingredienti per la ricetta da produzioni biologiche rispettose dell’ambiente e del lavoro umano
- Mezzo cavolo cappuccio bianco grande
- 4 carote grandi
- mezzo porro
- zenzero fresco a piacere
- salsa di soia 2/3 cucchiai
- sale e pepe
- olio EVO 2/3 cucchiai.
Procedimento
Impastare Eliminare il torsolo centrale duro del cavolo cappuccio, lavarlo e affettarlo sottilmente. Lavare le carote e con il pelapatate fare delle strisce di media lunghezza. In una wok versare due cucchiai di olio EVO, il porro affettato sottilmente e farlo stufare. Aggiungere successivamente il cavolo cappuccio, le carote e lo zenzero grattugiato. Lasciare cuocere per circa 20/30 minuti. Se serve aggiungere poca acqua. Salare con poco sale e irrorare con 2/3 cucchiai di salsa di soia (o più, a vostro gradimento).
Proseguire la cottura fino a quando le verdure saranno ben stufate. Ottimo contorno da servire con riso basmati e lenticchie; se volete, invece, potete farne un piatto unico.
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