Sabato Il Festival della Fotografia Etica di Lodi è ormai un appuntamento imperdibile dell’autunno lodigiano e anche quest’anno, siamo alla sedicesima edizione, le ventidue mostre del circuito hanno fatto il pieno durante i cinque week end di apertura dal 27 settembre al 26 ottobre. Le tante fotografie di autori, famosi o emergenti, hanno saputo offrire uno sguardo sul mondo, con le sue guerre e le sue contraddizioni, hanno dato spazio a grandi temi contemporanei ma anche portato l’attenzione su realtà poco conosciute.
Un racconto fatto di fotografie esposte o proiettate (come nelle due bellissime mostre presenti alla ex Chiesa dell’Angelo o presso la Banca Centropadana) inserite in dieci spazi espositivi, alcuni dei quali veramente interessanti e difficilmente accessibili in altri momenti (pensiamo agli spazi del Chiostro dell’Ospedale Vecchio o della chiesa del Carmine) in un percorso che ha attirato a Lodi una fiumana di gente e che ha sicuramente ravvivato la città.
Ma, come spesso accade per le manifestazioni più importanti, è altrettanto interessante ciò che si muove a lato del Festival, il cosiddetto Circuito OFF o Fuorisalone, nome mutuato dagli eventi collaterali al famosissimo Salone del Mobile di Milano.
Un circuito OFF ricchissimo quest’anno, con 53 mostre disseminate in vari luoghi della città di Lodi e 5 fuori Lodi, nelle quali trovano spazio anche tematiche più intimistiche. Tra queste, quella di Simona Malattia che presso lo Spazio Ade OpenArt di Giampiero Brunelli (nella sala Lydia del Castello Bolognini) ha presentato la sua mostra “Progenitori”, che il pubblico di casa aveva già potuto vedere nel 2018: ventiquattro ritratti in bianconero di anziani di Sant’Angelo, uomini e donne dallo sguardo fiero che, accompagnati da un oggetto per loro significativo, mostrano la loro anima e ci parlano della vita.
