La convenzione stipulata alla fine dell’estate, tra il Comune di Sant’Angelo e la nostra Avis, ha sancito ormai anche dal punto di vista formale, la concessione dei locali nei Giardini delle Mura Spagnole alla sezione associativa dei donatori santangiolini.
Ma il patto di fine stagione, tra il presidente dell’associazione locale Silvio Bosoni e il Sindaco Cristiano Devecchi, non è stato altro che l’approdo di una storia lunga quarant’anni. La stessa che ci raccontano due donatori storici come Antonio Baggi e Angelo Piacentini, presenti all’incontro di cui sopra (assieme a Giampiero Ferrari di Avis, con l’assessore al Patrimonio Gianni Sgualdi e il presidente del Consiglio comunale Stefano Pozzi); ma anche quattro decenni orsono, quando l’alternarsi di alcuni volontari, col favore di qualche lavoratore, aveva portato in poco tempo alla ristrutturazione di quell’area in degrado.

L’esterno della “Torretta di guardia” prima dei lavori (Avis 1981/1985)
Prima ancora era una zona afferente al vecchio ospizio per gli anziani, nell’area dietro al vecchio ospedale Delmati (dal 2009, l’edificio è del Comune): oggi, per gli avisini e non, è una delle sedi più prestigiose del circondario. Il racconto è concitato e si fa vivo, nella testimonianza che ci è stata gentilmente concessa, a memoria storica, una domenica di ottobre. Le altre informazioni sono invece, quelle che venivano pubblicate sul foglio d’informazione interna “Qui Avis” alla fine del 2010, quando la sede compiva venticinque anni.
Oggi è cifra tonda, quasi in concomitanza dei settantatré anni associativi, per un luogo che aveva vissuto, prima di quarant’anni fa, diverse vicissitudini; prima cioè, di essere quel che è adesso: un punto di riferimento per qualsivoglia donatore o persona vicina ad Avis.
L’area, fino agli anni Ottanta, era una rimessa dei luoghi di pertinenza, prima magazzino per materiali dismessi e poi parcheggio per l’autolettiga. Quando poi l’ospedale venne trasferito dov’è oggi, il parco e la torretta diroccata divennero col tempo un rifugio appartato per tossici e sbandati. Dal momento in cui divenne però proprietà comunale, emerse piuttosto la volontà dell’allora Giunta Pasetti di riqualificarla, per integrarla al meglio con la sua posizione centrale. Tuttavia, non fu per niente immediata l’idea di assegnarla ad Avis, che al contempo viveva il suo volontariato come realtà associativa dell’allora provincia milanese, non ancora provincia di Lodi (questa, nata nel 1992).
L’esigenza di un posto per strutturare l’attività associativa era perciò al tempo stesso anche un concreto bisogno di Avis, che (ci raccontano) non aveva un punto di ritrovo stabile. Ma se a fronte della richiesta di quegli anni, all’Avis furono proposte altre sedi, per i locali ricavabili nel perimetro delle Mura Spagnole si pensò anzitutto ad un ritrovo per anziani, quindi ad una sede per la Croce Bianca. Non giungendo mai a un accordo, fu allora che la richiesta di Avis trovò spazio per farsi avanti. Siamo nel 1981 e l’ottica fu la stessa che ancora oggi ne legittima la convenzione: l’approccio volontario alla sistemazione di un bene pubblico; l’impegno a mantenere in ordine la Sede (oggi, col Giardino e il Monumento in piazza Cav. Speziani e Prof. Soini). Per Avis, dice Bosoni, non c’era infatti un posto dove organizzare l’attività e lo si cercava per i futuri volontari, ma anche con una visibilità centrale, come quel bene che si stava degradando.

La costruzione interna al parco (Avis 1981/1985)
Entra in scena così la passione dei volontari, che brilla ancora oggi negli occhi di chi ce lo racconta. Un lavoro per alcuni, senza una vera e propria esperienza, ma con una gran voglia di fare, che racchiude nei fine settimana di quegli anni l’intento, progressivamente concretizzatosi, di ristrutturare a proprie spese l’area della famosa “Torretta di guardia”: per fruire degli spazi a scopi associativi; per dare una “casa” ai donatori. Una grande “mission”, che vide l’operatività pionieristica dei “nostri” e il supporto di professionisti, a disposizione per volontà ed iniziativa, in spese e competenze. L’Avis li ricorda in un documento originale di ringraziamento, datato 5 novembre 1985.
Alcuni problemi poi furono legati agli ostacoli della Sovrintendenza alle Belle Arti, che ne rallentò il progetto (a firma arch. Roberti e ing. Ramaioli) in relazione ad alcuni vincoli. Più libertà di procedere solo dal 1983, che vide soci e amici dell’Avis mettere in campo una grande squadra, ognuno per la sua parte. Scavi, fondamenta, pilastri, murature e finalmente, il tetto. Il 10 novembre 1985, alla presenza dello storico presidente Avis Carlo Speziani, del sindaco Gino Pasetti e del parroco Mons. Carlo Ferrari, con soci e consorelle, verrà inaugurata la sede Avis in viale Partigiani.
Dal 1987 al 1996 sarà anche centro prelievi, accoglienza e ristoro, alla domenica mattina. Oggi fornisce un grande servizio per i donatori e da sempre, testimonianza di un grande contesto aggregativo (costruito letteralmente “mattone su mattone”) è anche “un posto chiamato casa”.

