È un direttivo rinnovato, ad aprire le danze nella consueta “Giornata del Donatore” di fine ottobre.
Un tradizionale appuntamento nell’ultima domenica prima di Ognissanti, quest’anno preceduta il venerdì 24, dal secondo seminario medico e commemorativo del presidente emerito della Sezione locale, Pier Raffaele Savaré, sulla “Carenza di ferro nel donatore di sangue e nello sportivo”. Un’anticipazione di convivialità e accoglienza, che Avis Sant’Angelo ha riservato a inizio weekend per promuovere la cultura della prevenzione nella cittadinanza e a seguire, domenica 26, per festeggiare i suoi donatori, amici e parenti (assieme alle consorelle di Graffignana, Valera Fratta e Pieve Fissiraga) nel 73esimo dalla fondazione di questa nostra realtà associativa, in un giorno di riconoscenza e confronto dell’attività svolta. Una ricorrenza celebrativa, che non ha tralasciato i sempiterni omaggi al Monumento ai Donatori e il Corteo per le vie cittadine, fino in Basilica per la Messa e alla Sala Teatro dell’Oratorio San Luigi per i saluti istituzionali, con un report annuale e il conferimento delle benemerenze ai volontari, distintisi nell’attività donazionale. Un momento importante, sia per il quadro associativo, che per un ringraziamento collettivo all’operatività di coloro i quali contribuiscono ogni anno a garantire i risultati raggiunti, con grande supporto al contesto sanitario, non solo locale.
A moderare il tavolo dei relatori, nella sala che ha accolto le persone giunte in oratorio, la segretaria Irene Uccellini della nostra Comunale (con l’appoggio di Roberta Sacchi e Annamaria Marinoni) portavoce di parole di riconoscenza alle rappresentanze amministrative e parrocchiali e ai donatori, protagonisti della Giornata. Presente il Sindaco, la parola sarà poi però del presidente del Consiglio comunale Stefano Pozzi, a cogliere in primis l’occasione per ricordare un altro importante “anniversario nell’anniversario” per Avis Sant’Angelo: quello cioè, dei quarant’anni della storica sede in viale Partigiani e il vanto di aver trovato modo di confermare il posto all’associazione che tanto fa, per il paese e la comunità, il Comune come amico e non come ostacolo. Così Silvio Bosoni, presidente di questa “nostra” testimonia un grazie sentito, allargato all’ospitalità della sala, nel tramite di Don Nicola e del parroco Don Enzo, con un suo messaggio da Roma per impegni ecclesiastici. Un ricordo è poi ad Enrico Magnani e a tutti i donatori che non ci sono più, oltre che all’immancabile staff sanitario, medico e infermieristico; ed è ancora nel rimando al quarantennale della sede il grazie per la sopraggiunta regolamentazione di un luogo che, nel tempo, è stato reso ai donatori accogliente come casa.
La possibilità di poter conferire in questa Giornata anche delle “borse di studio” nel nome di Ornella Grecchi, ringrazia il prof. Ghizzoni nelle valutazioni dei candidati e la famiglia Savaré per il seminario di cui sopra: un’altra volta a qualificare l’essere Avis, in collaborazione con la farmacia comunale e S. Angelo Salute nel fare prevenzione.
Centoquattro così, le premiazioni attraverso cui va un altro grazie per le donazioni, quantunque in meno rispetto all’anno precedente: un dovere allora il fare proseliti, e “viva l’Avis!” per quanto fatto collettivamente. Chiamato sul palco il volontario numero uno Antonio Baggi, il saluto sarà poi di Lorenzo Maio, a nome dell’Avis provinciale di Lodi e all’infermiera Mina, nell’imminente pensionamento, come punto di riferimento del fare con il cuore: a lei il grande abbraccio associativo e in risposta, una commossa parentesi di riconoscimento a tutti i protagonisti degli anni della sua vita professionale. Ultime parole, prima delle premiazioni di fatto, quelle infine del dottor Valerio Migliorini, Direttore sanitario della Sezione. Da lui, un richiamo all’unione, che fa la forza e un sentito complimentarsi per il fatto che nella complessità del quotidiano, ci sia ancora disponibilità di un migliaio di persone solidali nel dare qualcosa al prossimo.
La disponibilità di sangue diventa per l’Italia la possibilità di un’autosufficienza, mai scontata, ove la carenza di alcune regioni è compensata da altre. Non così per il plasma, da cui l’importazione estera, che non garantisce la stessa sicurezza. Per cui un invito a diffondere la cultura del dono, in particolare promuovendo tra i giovani l’attività donazionale, anche con testimonial d’eccezione e da medici, volontari, donatori, educatori, genitori.
Un esempio condiviso, e un patrimonio prezioso per le stesse generazioni a venire.
