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EDITORIALE

Inceneritore Ecowatt: il pericolo resta, la strada sarà lunga

Ecowatt. Tutto tace. Scampato pericolo?
No. Anzi, negli ultimi mesi sono successe diverse cose, principalmente di natura giudiziaria.
Proviamo a fare una veloce panoramica. Lo scorso ottobre il Tar della Lombardia, Tribunale amministrativo regionale, ha rinviato al 5 marzo 2026 l’udienza per il contenzioso promosso da Ecowatt Vidardo contro la Provincia di Lodi e la Regione Lombardia, stabilendo di unificare i due ricorsi già presentati dalla società che fa capo al gruppo Itelyum, una multinazionale controllata da fondi esteri che tra le altre gestisce anche la ex Viscolube di Pieve Fissiraga, che rigenera oli esausti.
Il primo ricorso è contro la sospensione della procedura di autorizzazione all’ampliamento del termovalorizzatore. Il secondo ricorso è contro il Piano territoriale di coordinamento provinciale PTCP redatto dalla Provincia di Lodi, che, dopo l’approvazione regionale fissa nuove tutele ambientali ed esclude nuovi impianti di trattamento rifiuti.
Non solo, sempre lo scorso ottobre, Ecowatt ha presentato una richiesta di risarcimento danni per lucro mancato per una cifra variabile da un minimo di 165 a un massimo di 225 milioni di euro nei confronti della Provincia di Lodi e di Regione Lombardia.
Dunque, al momento Ecowatt sta muovendosi su due binari, il primo è di natura giudiziaria - chiedendo ai giudici di valutare la correttezza degli atti di Provincia e Regione -, il secondo è di natura economica, perché una richiesta del risarcimento danni, così elevata, inevitabilmente crea pressione sugli enti pubblici, per quanto grandi siano rispetto al piccolo Comune di Castiraga Vidardo.
Va detto, ed è un elemento che in tutta franchezza va considerato, che il PTCP si è inserito nel mezzo della procedura di ampliamento: non era un elemento preesistente e questo potrebbe essere considerato un fattore di debolezza dell’opposizione all’ampliamento dell’impianto.
Dunque, come abbiamo visto, benché forse un poco silente, il tema resta di strettissima attualità e il fatto che se ne parli meno non significa che il progetto sia stato annullato. Tutt’altro! Chi ha partecipato alla grande manifestazione pubblica partita da Vidardo e terminata a Sant’Angelo (o l’ha vista con favore) e pensa che sia bastato scendere in piazza a manifestare una sola volta non si illuda: la strada è ancora lunga e irta di ostacoli.
Il primo progetto di ampliamento dell’inceneritore risale all’estate 2023. L’istanza era stata rigettata a fronte di dubbi sulla competenza autorizzativa tra Provincia di Lodi e Regione Lombardia. Il progetto è stato ripresentato nell’estate 2024 - ed è oggetto dei contenziosi di cui abbiamo appena parlato - e prevede l’ingrandimento della linea di trattamento rifiuti esistente e la realizzazione di una seconda linea. In questo modo la capacità di trattare e bruciare rifiuti crescerebbe in maniera significativa, dalle attuali 34 mila tonnellate alle future 154 mila tonnellate l’anno e si amplierebbero anche le tipologie dei rifiuti che potrebbero essere inceneriti, dalle attuali 34 alle future 340.