La figura di Don Nicola De Martino e la vita che scorreva sulle rive del Lambro
Due recenti pubblicazioni trattano luoghi e personaggi di Sant’Angelo. E non manca il dialetto

di Lorenzo Rinaldi

A cavallo tra il vecchio e il nuovo anno sono stati pubblicati due interessanti volumi che riguardano anche la borgata di Sant’Angelo e che andiamo succintamente a presentare.
Per le edizioni PMP Lodi è stato dato alle stampe il volume 2020 dell’Archivio storico lodigiano, edito dalla Società storica lodigiana. Stante l’eccezionalità dell’anno è stata proposta una sola pubblicazione, particolarmente corposa. Sono tre i contributi che hanno attinenza con Sant’Angelo.

Madre Cabrini
e Cesare Nava

Il primo, dal titolo “Madre Cabrini e Cesare Nava (con lettere inedite di Madre Cabrini)” è a firma di Angelo Manfredi, valente storico e parroco di Santa Maria Madre della Chiesa. L’autore, che nel 2020 ha pubblicato un volume dedicato alla Cabrini e basato su lettere inedite, nel saggio proposto per l’Archivio storico si concentra sul rapporto di collaborazione fra la fondatrice delle Missionarie del Sacro Cuore e il professionista milanese Cesare Nava. Ingegnere e costruttore, Nava fu presidente del Banco Ambrosiano dal 1897 al 1933, anno di morte. Fu eletto al Parlamento nel 1909 nel collegio di Monza, fu riconfermato nel 1913. Durante la guerra fu sottosegretario alle armi e munizioni nel governo di Vittorio Emanuele Orlando, fu rieletto deputato nel 1919 e divenne ministro delle terre liberate nel primo ministero Nitti. Fu nominato senatore nel 1921. Fu ministro dell’economia nazionale nel biennio 1924/1925.

La figura di
Don Nicola De Martino

Il secondo saggio è curato da Antonio Saletta, storico locale, redattore de “Il Ponte”. E’ intitolato “Don Nicola De Martino, il prete dei giovani, della Cabrini, dei soldati e della Resistenza”. Saletta ripercorre la vita del sacerdote, figlio di un oste pugliese, che ha rappresentato un punto di riferimento per l’intera comunità santangiolina tra le due guerre, tanto che in occasione del suo arresto nel 1945 con l’accusa di essere stato al fianco dei partigiani, nell’atto redatto da Tribunale si scrisse: “È doveroso far risultare che il predetto sacerdote gode la stima e la benevolenza di tutta la popolazione, che si può dire non muova dito senza che don Nicola non sappia”. Saletta parte dal ruolo svolto da don Nicola nella valorizzazione della figura di Francesca Saverio Cabrini (per molto tempo poco o nulla conosciuta a Sant’Angelo), illustra l’attività per i giovani dell’oratorio (ebbe il merito di fondare gli Scout) e aiuta il lettore a comprendere meglio la figura di un sacerdote che manteneva un rapporto epistolare con Ada Negri, aveva uno spiccato gusto artistico (fondamentale il suo intervento nella decorazione della basilica) e ricoprì un ruolo fondamentale nella Seconda guerra mondiale, dapprima mantenendo i contatti con i giovani santangiolini al fronte e successivamente spendendosi per la lotta partigiana. Le nuove generazioni poco sanno di una figura che ha contribuito a plasmare la Sant’Angelo attuale - tra le altre cose, ha fondato la Pro loco e si è occupato del castello - e il saggio di Saletta ha il merito di aiutare a riscoprire, con un linguaggio accessibile a tutti, una personalità così importante a livello locale.


Il dialetto e i dialetti
Il terzo saggio sul quale ci soffermiamo è firmato da Bruno Pezzini, lodigiano, al lavoro ormai da molti anni per la riscoperta e la valorizzazione dei dialetti locali in particolare quello della città di Lodi che, segnala l’autore, presenta addirittura piccole differenze a seconda dei diversi quartieri della città. Il saggio si intitola “Dialetto lodigiano” e, per la parte che ci interessa, evidenzia divergenze e similitudini tra il dialetto di Lodi, quello di Sant’Angelo e i dialetti della Bassa, in particolare quello di Casalpusterlengo. La tesi di Pezzini è che esista un solo dialetto lodigiano, in senso lato, con variazioni più o meno significative a seconda dei territori in cui viene parlato. L’autore compara i dialetti di Lodi, Sant’Angelo e Casalpusterlengo, mettendo a confronto le traduzioni in vernacolo (lodigiano, santangiolino e casalino) del brano evangelico del “Figliol prodigo”.

Il Lambro
e la vita sul fiume

Per Bolis Edizioni è stato infine pubblicato il volume “La terra dei tre fiumi – Il Lodigiano tra Adda, Po e Lambro”. Curato da Ferruccio Pallavera e Antonio Mazza, il libro costituisce la strenna natalizia della Banca Popolare di Lodi e si inserisce nel solco delle pubblicazioni che ogni anno quest’ultima dedica al territorio lodigiano e ai suoi edifici di natura storico-artistica. A impreziosire il volume è un ricchissimo apparato fotografico, opera di Mazza, che anche attraverso l’utilizzo del drone offre immagini di eccezionale bellezza. Ampio spazio è dedicato ovviamente all’Adda e Po, sotto molteplici aspetti, da quello naturalistico al rapporto tra i fiumi e il territorio e la sua gente. Pallavera racconta infatti come è trascorsa la storia sulle rive dei fiumi e come questi hanno influito sulla vita della popolazione, ad esempio in occasione delle alluvioni. Interessante è lo spazio dedicato al terzo dei fiumi lodigiani, il Lambro, che proprio a Sant’Angelo Lodigiano vede la confluenza tra il ramo Meridionale, in arrivo dal Pavese, e quello settentrionale. Davvero suggestive, anche in questo caso, le immagini, che mostrano il corso del fiume snodarsi tra il verde delle campagne e i centri abitati fino alla confluenza nel Po, a Orio Litta. Impossibile poi trascurare il dramma ambientale, che ha fatto del Lambro uno dei fiumi più inquinati d’Italia (un problema di cui negli ultimi anni si parla sempre meno).

Meritevoli di attenzione, in conclusione, le pagine dedicate ai mestieri del fiume, dai pescatori ai cavatori di ghiaia, i geròn. Veri “lupi di fiume” che conoscevano ogni ansa e ogni segreto e imparavano a riconoscere pericoli e buche. Non a caso, oltre a un lavoro massacrante, erano spesso chiamati anche a recuperare i corpi degli annegati.

Il volume dell’Archivio storico e quello dedicato ai fiumi si possono acquistare nelle librerie del territorio.