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IL PONTE
Santa Francesca Saverio Cabrini
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ANNO 4 - N.5 (Versione web - anno 1 n.2) NUOVA SERIE NOVEMBRE 2000

Santa Francesca Saverio Cabrini
In un'importante conferenza della prof. Lucetta Scaraffia

Santa Francesca Saverio Cabrini
Numerosi i santangiolini presenti all'iniziativa tenuta a Milano presso l'Università Cattolica del Sacro Cuore


santa francesca saverio cabrini
L'ultima fotografia di Madre Cabrini
Santa Francesca Saverio Cabrini

Nel pomeriggio di Sabato 18 ottobre il pullman dei santangiolini simpatizzanti e sostenitori della grande figura della nostra cara e illustre concittadina ha viaggiato nel traffico caotico di Milano per arrivare all'Università Cattolica del Sacro Cuore dove, nell'aula Magna la graziosa Elisabetta Gardini ha condotto la speciale serata dedicata al tema e dibattito sulla "Spiritualità e cultura nel messaggio di Santa Francesca Cabrini".
Dopo un breve ma piacevolissimo momento musicale del trio Lazzaroni- Zurlo- Drufuca, che ha intrattenuto il pubblico con un concerto per pianoforte, violino e violoncello del Maestro B. Smetana, si è passati al vivo della tavola rotonda. Il moderatore dott. Luigi Amicone, direttore del settimanale "Tempi", ha aggiunto alcune personali riflessioni sull'importanza storica di Francesca Cabrini, ammettendo di conoscerne il peso storico- sociale solo da brevissimo tempo. Il giornalista ha comunque coinvolto parecchio il numeroso pubblico di religiosi e laici, riuscendo a profilare la figura della santa in modo originale, infatti la definisce una persona che nell'ambito della storia del suo tempo ha saputo superare un'analisi sociale fine a se stessa, per arrivare subito alla sintesi pacifica, senza rotture, con la realtà che la circonda. Ma che cosa può giustificare un successo così clamoroso? La risposta, secondo Amiconi, è senza dubbio il suo affidamento totale in ciò che crede, cioè Cristo. Colpisce di questa Santa la certezza tranquilla, illuminata da una luce solare che solo i grandi Santi riescono a possedere e la sua Cristianità è resa ancora più tangibile dai fatti in cui si ha la realizzazione in pienezza della sua umanità.
Il dibattito continua con l'intervento significativo della dr.ssa Lucetta Scaraffia, docente di storia all'Università della Sapienza di Roma che parte subito dalla sorprendente modernità della Cabrini che capovolge un po' il concetto di santità modellato attraverso i secoli e, soprattutto nell''800, dove le monache o comunque le donne che si consacravano dovevano rispondere a precisi canoni di spiritualità.
In Francesca c'è ancora forte la teologia della "Riparazione" , che è il cardine su cui poggia tutta la sua vita, ma nello stesso tempo in lei si realizza il modo positivo e più concreto di attuarla: lavorare in letizia valutando e valorizzando tutte le capacità umane, infatti incitava tutte le consorelle a sviluppare le proprie attitudini.
Bisogna ricordare anche che nell''800 avviene l'espropriazione di beni ecclesiastici, la classe aristocratica langue e la borghesia si allontana dalla vita religiosa per inseguire sia con il lavoro che con la capacità di impresa, l'innovazione anche sul piano economico-sociale: c'è un capovolgimento del concetto di lavoro che diventa mezzo per progredire; anche nell'opera della Santa si realizza questo e, accanto ad un'emancipazione femminile della sua Istituzione che avviene ancora prima che nel mondo laico, si ha anche una rivalutazione dell'opera benedettina che considera la manualità come pratica ascetica e di contemplazione. Accanto a queste riflessioni poi ce ne sono altre che ci inducono a ritenere la Cabrini di un'attualità enorme, se si pensa ad esempio al fatto di come riuscisse attraverso l'imprenditorialità a solidarizzare creando imprese che hanno prodotto iniziative per la difesa e la tutela degli immigrati italiani all'estero. Anche il linguaggio che traspare dagli scritti autografi è di interesse particolare: amava ad esempio le frasi brevi, incise, preludio di correnti futuriste, i suoi brevi detti o "slogan" passeranno alla storia!
Accanto ad una così previdente lungimiranza c'è in Lei qualcosa da cui anche noi adesso possiamo attingere, anche se ci troviamo di fronte il problema dell'immigrazione in senso inverso, rispetto alla Santa, che emigrò negli USA ed ottenne anche la cittadinanza americana. Prima di tutto, secondo la Scaraffia bisogna fare una riflessione sul concetto di Patria, fede e identità che allora aveva l'emigrante italiano e rapportarlo a quello che noi italiani oggi viviamo per riuscire a mettere a frutto le intuizioni della santa per trovare soluzioni oggi. A questo scopo si può ritenere senz'altro positivo il fatto che la stessa Cabrini risolveva l'inserimento nuovo dell'emigrante garantendo in lui l'identità precedente fatta di cultura e religione, riuscendo a colmare l'assenza dello Stato uscente (Italia) e l'insensibilità dello Stato entrante (USA). Non a caso infatti negli Istituti di accoglienza si insegnò sempre l'italiano come seconda lingua con un'attenzione particolare alla comprensione della cultura americana, per aiutare la capacità di inserimento nella nuova società. Sicuramente oggi possiamo trarre vantaggio dall'esempio di questa donna facendo nostri alcuni principi come l'accoglienza e l'annuncio di Speranza, insieme alla fermezza nella repressione degli abusi: si pensi che il mercato di clandestini finora sbarcati in Italia ha un fatturato di 30.000.000 di dollari!
E' lampante: le missioni sono venute a noi, che dovremmo come Francesca Saverio Cabrini assumere un atteggiamento critico, soprattutto sulla nostra dimensione religiosa fatta di ricchezza culturale e valori da preservare, quindi riflettere la nostra identità per accoglierne di nuove.
Dopo un sentito applauso interviene la dott.ssa Anselma Dall'Olio che intrattiene il pubblico con la sua storia di californiana, figlia di un italiano di origine pugliese e di un'ebrea americana, accudita fin dalla più tenera età dalle suore Missionarie di Madre Cabrini. I ricordi dell'educazione ricevuta in collegio sono moltissimi e appassionano gli ascoltatori, annuncia poi che ha già scritto una sceneggiatura per un film sulla vita di Francesca Cabrini e spera nella sua prossima realizzazione: "Ho già avuto contatti con un famoso regista americano, figlio di italiani", dice. La serata prosegue con l'intervento dell'arcivescovo mons. Tomasi, Nunzio Apostolico in Etiopia ed Eritrea, che presenta brevemente sia la personalità del vescovo Scalabrini, che incontrò più volte la Cabrini, sia i dato, recentemente aggiornati sul fenomeno della migrazione di dimensioni ormai mondiali.
La musica di un complesso peruviano e il coro delle "Voci Bianche" dell'Istituto Cabrini, dirette dal santangiolino maestro Carlo Rognoni hanno concluso l'incontro.

Giuliana Lunghi

 

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