A 100 anni dalla Grande Guerra, il dovere della memoria
Torna il concorso organizzato da Anpi, Acli e Il Ponte-Società della Porta


Ricorrono quest’anno i cento anni della prima guerra mondiale (1914-1918), la “inutile strage” per dirla con il pontefice di allora Benedetto XV.
Un conflitto a dimensioni mondiali che nel corso di quattro lunghissimi anni ha coinvolto 60 milioni di soldati con il triste epilogo di 26 milioni di morti tra militari e civili.
L’Italia entrò in guerra il 24 maggio 1915, essendo dapprima rimasta neutrale. Furono chiamate alle armi le classi dal 1874 al 1900, 5.698.000 uomini per l’esercito, a cui si aggiunsero gli 8.000 volontari di altre classi e i 52.000 soldati permanenti.
Secondo alcune stime i caduti furono 650.000, i feriti 947.000, e 600.000 i prigionieri e dispersi.

I santangiolini impegnati nel conflitto furono 2.500, ne morirono 110 di cui 12 decorati di medaglia d’argento e 10 con medaglia di bronzo, mentre i feriti furono 262.
Alla fine della guerra Sant’Angelo in lutto attendeva con trepidazione il ritorno dei suoi gloriosi figli caduti.
Allo scopo di rendere decorose e solenni le esequie dei caduti che si preannunciavano in arrivo dai cimiteri di guerra, nel 1922 veniva fondata la sezione santangiolina dell’Associazione Nazionale Madri e Vedove di guerra di cui fu eletta presidente Margherita Morzenti, vice presidente Lucia Mascheroni e segretaria la maestra Albertario.
Le cronache attestano che le prime salme giunte in forma privatissima e deposte in una sala dell’Ospedale Delmati, furono quelle dei soldati Giulio Cerri e Mario Pezza i cui funerali si celebrarono domenica 15 luglio 1923.
Al cimitero, accompagnati dagli inni patriottici della Banda locale, le salme furono tumulate provvisoriamente nelle cappelle Manzoni e Corsi, essendo la cappella dei Caduti, progettata dall’ingegner Angelo Tonali, non ancora ultimata.
Giornata importante quella di domenica 18 novembre 1923 con l’inaugurazione del monumento ai caduti alla presenza del prefetto di Milano. Toccante l’esecuzione dell’Inno ai Caduti composto per la circostanza dal maestro Tommaso Paratico ed eseguito dalla Banda locale e dalla Banda “Aldo Sette” di Milano.
L’immagine che pubblichiamo, concessaci dal Museo storico dell’Ass. Combattenti e Reduci di Sant’Angelo Lodigiano, esprime, con capacità evocativa, la corale partecipazione della comunità santangiolina ai funerali di domenica 25 novembre 1923 dei sei caduti provenienti dai cimiteri di guerra: il caporale Battista Mascheroni e i soldati Giovanni Passoni, Francesco Ravarelli, Pietro Bianchi, Angelo Pezzini e Santino Fraconti. Sulle bare avvolte dal tricolore sono state apposte la croce, l’elmetto e un ramo di alloro.
Nei mesi seguenti dal cimitero di guerra di Gorizia e da altre localtà, continuarono a giungere altre salme di caduti santangiolini ai quali furono tributate solenni onoranze funebri.
Un secolo dopo, questi nostri caduti meritano di essere indicati ad esempio e monito per le nuove generazioni perché queste tragedie non accadano più.
Antonio Saletta

IL PONTE - foglio d'informazione locale di Sant'Angelo Lodigiano