IL PONTE - foglio d'informazione locale di Sant'Angelo Lodigiano
Anno 23 - N.1 Febbraio 2019

I mutamenti epocali
e le politiche
del palazzo

“Già nell’anno dell’unità d’Italia, il 1861, Sant’Angelo era uno dei borghi più popolosi della propria zona, con 8528 abitanti. La soglia dei diecimila è stata superata quasi un secolo dopo, nel 1951 (10680), e da allora la città ha continuato a crescere molto lentamente sino agli anni Novanta quando, complice l’immigrazione dall’estero, ha incrementato la popolazione del 12/13 per cento nell’arco di un ventennio.
Nel 2018 gli abitanti si sono attestati a quota 13202. I minori di 15 anni erano 1918, pari al 14,5 per cento del totale della popolazione. Le persone con più di 64 anni erano invece 2847. Si è contratta nel corso degli anni la fascia di popolazione attiva, quella compresa fra 15 e 64 anni, che è aumentata in termini assoluti ma è regredita in termini percentuali e rappresenta oggi il 63,7 del totale degli abitanti. Queste percentuali sono simili anche negli altri centri della provincia di Lodi.
È però interessante osservare come negli ultimi sei anni almeno un santangiolino su sei è cambiato. Nel periodo 2012/2017 il saldo migratorio interno della città (cioè i trasferimenti da e per altre località nazionali) è in quasi assoluto pareggio: 2156 i nuovi arrivati, 2159 quelli che hanno scelto di andare a vivere altrove. Sant’Angelo si è dimostrata una città fortemente attrattiva per gli stranieri: negli ultimi sei anni ne sono arrivati 557 dall’estero, mentre in 115 sono emigrati verso altri Paesi.
Siamo il comune della Provincia di Lodi con la più elevata quota di stranieri, il 18,1 per cento nel 2018. Erano il 3 per cento al censimento del 2001 e il 13 per cento dieci anni dopo. I cittadini stranieri residenti sono poco meno di 2400 (2398 nel 2018), 1175 maschi e 1163 femmine, un numero che dal 2012 si è incrementato del 46 per cento.
Tra gli stranieri è molto elevata la quota di minori di 15 anni (27,4 per cento): di fatto a Sant’Angelo uno straniero su quattro è un bambino o un ragazzo. Non solo, numeri alla mano emerge come oggi nella nostra città un minore di 15 anni su tre è straniero. Sempre tra gli stranieri, la quota di anziani è minima, mentre la fascia considerata produttiva, fra 15 e 64 anni, comprende il 70 per cento del totale della popolazione straniera residente.
Dai dati emerge chiaramente come nel corso degli ultimi anni la popolazione complessiva sia cresciuta per effetto dell’immigrazione dall’estero. Un fenomeno che ha inciso sul nostro tessuto sociale e che, piaccia o meno, è destinato a farlo anche in futuro. Se solo pensiamo che oggi un minore di 15 anni su tre è straniero ben si comprende la portata delle novità che ci aspettano.
Lo abbiamo già detto tante volte, ma torniamo a ripeterlo: far finta che questa situazione non esista o limitarsi a rifiutarla senza mettere in atto ricette efficaci per affrontarla rischia di produrre gravi danni in futuro. I numeri mostrano chiaramente quanto Sant’Angelo sia cambiata nel corso del tempo. E i mutamenti - di portata epocale - si sono verificati indipendentemente dalle politiche messe in atto a livello locale (spesso semplicistiche) e dagli orientamenti politici. È bene tenerne conto.

Un gruppo di ragazzi sorridenti con i “bruchén” ai piedi, uomini con il loro elegante gilet sulla porta dell’osteria di largo del Ponte (oggi piazza Vittorio Emanuele) dopo aver sorseggiato la loro proverbiale staffa di vino. È un’immagine della Sant’Angelo ottocentesca irriconoscibile. Oggi tutto è cambiato e anche la società è mutata radicalmente
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Dal 1996 al servizio dei santangiolini
In occasione della festa patronale di Sant’Antonio abate
la consegna delle benemerenze civiche

Al castello Bolognini
la serata della riconoscenza

EE’ stato il salone dei Cavalieri del castello Bolognini, nella serata dello scorso 17 gennaio, in occasione della festa patronale di Sant’Antonio abate, a fare da cornice alla cerimonia di consegna delle benemerenze civiche. I premi più prestigiosi, le riconoscenze civiche, sono state consegnate all’ingegner Dante Sangalli, al dottor Eduardo Quaranta, alla commerciante Renata Marinoni e a Jacopo Caserini di Sant’AngeloTv............................................... ...SEGUE



Il caso Belfuggito:
“A dicembre incontro in prefettura.
Sui minori decide il Tribunale”

Il sindaco Villa interviene sulla situazione della cascina
alle porte di Sant’Angelo, da tempo sotto i riflettori
per occupazioni abusive e retate delle forze dell’ordine


Sullo scorso numero de “Il Ponte” siamo tornati a lanciare un allarme per la situazione di Belfuggito. Non ci siamo volutamente soffermati sui problemi di ordine pubblico e sicurezza, che “Il Ponte” da anni ormai denuncia, ma abbiamo segnalato la condizione dei minori che vivono all’interno della cascina, spiegando chiaramente che in un paese civile se il Comune non può farsene carico altri dovrebbero affrontare il problema. A margine del nostro editoriale il sindaco Maurizio Villa ha chiesto di poter fornire la propria versione dei fatti. Lo abbiamo incontrato nel suo ufficio a inizio gennaio.
“Quando si è insediata la mia giunta, nel giugno 2016,... .................................... ...SEGUE


La POST@ de IL PONTE
- Quando le istituzioni...
- Viabilità Via Garibaldi e Vicolo San Rocc
o
- Che fine ha fatto la Pro Loco Cet?


30 mesi dopo le elezioni comunali

Sicurezza, tasse, rifiuti
La posizione del Gruppo “Voltiamo pagina” in Consiglio Comunale

Successo per la mostra dell’artista
che ha dipinto persone e luoghi tipici santangiolini

Nei ritratti di Gianbattista Scacchi
la storia della nostra comunità

Per non dimenticare
I bambini della Morzenti celebrano la giornata della memoria

A regime l’iniziativa agricola sociale e sostenibile
della Comunità Il Pellicano a Monte Oliveto

Ripartire dalla terra
per vincere il disagio




Un mini racconto scritto utilizzando le parole
in dialetto suggerite da “Il Ponte” di giugno 2018

Péder
  Péder l’èra una persùnastràmba.
El ’ndèva cui sô amìši in cumpagnìa a tirà tàrdi, a mangià e béve, ma i pudèvun vèdel no t
ǜti perchè el fèva pànsa e sacòcia de tǜte quèl ch’el truèva.

L’èra un rügatòri e ’l tirèva a
cimènte t
ǜta la sìra. I sô amìši
la sèvun e i fèvun balà l’öge, l’èr malmustùš el fèva sèmper sücéde
d’le ròbe no tròpu bèle, e sparìva
sèmper unchicòs.
................Piera Negri Piacentini

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Registrazione Tribunale di Lodi n. 271 del 22-1-1997